
Una domenica pomeriggio di un anno e mezzo fa non sapendo che fare, io, Francesca, il Minu e il John ci riunimmo per girare la sigla de “Gli Agenti della Buoncostume”. L’idea consisteva in una specie di parodia delle serie poliziesche americane anni 70/80 mescolate con lo spirito dei polizziotteschi italiani dell’epoca.
In realtà iniziai a montarlo a suo tempo ma non l’avevo mai finito per mancanza di tempo, fino ad ieri. Ecco il risultato.
Se vi piace andate sulla pagina di youtube e votatemelo per favore, voglio vedere se riesco a farlo diventare uno dei Featured Videos di Youtube, tanto per vedere che succede.
Sono di nuovo in italia da ormai 4 settimane, non ho avuto molto tempo per scrivere qui, preso come sono stato dalla vecchia routine, ma oggi mi sono accorto di una cosa strana, di cui voglio rendervi partecipi.
Stamattina ho udito di nuovo, dopo tanto tempo, un suono che ormai avevo quasi dimenticato… “è arrivato l’arrotino! arrota forbici, arrota coltelli l’arrotino!!…” Il mitico furgoncino dell’arrotino che ti sveglia nelle uniche mattine in cui puoi dormire qualche ora in più…
Ormai non c’ero piu abituato, ma era diventato per me naturale sentire una volta a settimana la musichetta dell’americanissimo furgoncino dei gelati!
Che bello che era, mi faceva sentire proprio come un bambino ciccione americano, devo dire che mi manca!
Probabilmente questa è la più profonda e significativa differenza tra questi due paesi, tutto si riconduce a questo, arrotini o gelatai?
Oggi ho partecipato al mio primo torneo di Poker a Las Vegas.
Il titolo del post spiega tutto… Adrenalina Pura!
Ce l’ho ancora in circolo.
Il torneo che avevo scelto era un No Limit Texas Hold’em al Las Vegas Hilton, costo dell’iscrizione 175$, non tantissimo, tutti partivano con 1000$ in fiches e i primi 4 si dividevano il monte premi (più di 2000$ al primo), totale partecipanti 38.
Il torneo iniziava all 1pm, ma le iscrizioni aprivano alle 11, così dopo essermi iscritto ne ho approfittato per visitare Star Trek: The Experience, che è situato proprio all’Hilton. Diciamo che da grande fan di Star Trek quale era una delle mete prefissate durante la mia permanenza in Vegas, ma ancora non avevo avuto l’opportunità di andarci.
Cos’è STE? A parte che potete visitare il sito e scoprirlo da voi, diciamo che è una sezione dell’hilton tutta a tema Star Trek, compreso il Bar e Ristorante di Quark, riproduzione di quello presente su Deep Space 9, dove puoi mangiare e bere normalissime pietanze con nomi trekkiani (ho potuto deliziarmi con uno splendido HamBORGer), comprare qualsiasi tipo di merchandising allo shop (inclusa la birra romulana e il vino di sangue klingon), oppure fare una delle “ride” a tema klingon o borg. L’atmosfera è molto fedele, inclusa la toilette, e mentre mangi passa Quark a sincerarsi che tutto sia di tuo gradimento.
Dopo la simpatica scampagnata nel settore bajoriano sono tornato alla Poker Room, perchè l’inizio del torneo era imminente. Al mio tavolo dieci giocatori, di cui uno che faceva tanto lo sborone, ma che era solo un ciccione, ed un altro, uno straniero sui 50 che aveva l’aria di saperci fare.
Prima mano ho una coppia di 10, rialzo, 3 o 4 sono in gioco, tra cui lo straniero che rialza a sua volta di 300, dimostrando subito di prediligere un gioco aggressivo!
Non mi faccio fregare, ci sto, vedo e vinco. Prima mano, ho vinto, sono il chip leader!
L’adrenalina inizia a pompare e un punto interrogativo appare sui volti degli altri giocatori, chi sarà questo qui?
La partita va avanti, ho un altro paio di buone mani e me la cavo bene, un paio di giocatori vengono eliminati e lo straniero sta andando bene, dopo mezzora di gioco si passa al livello 2, che significa blind raddoppiati.
Arrivano 2 giocatori nuovi al nostro tavolo, spostati dagli altri tavoli: Un vecchio decrepito stile vecchio miliardario di Miami e un ragazzotto dall’aria irritante. Dopo aver castigato il vecchio una volta, qualche mano dopo mi spara contro un all in, non sapendo che io ho…. due assi! Cosa rispondergli se non: ALL IN!
Altri due lo coprono, si voltano le carte, e non c’è niente da fare, sono il chip leader assoluto e il vecchio va a casa!
Dopo questa mano spettacolare però ho fatto un paio di cazzate, e ho più che dimezzato il mio capitale, probabilmente ero troppo emozionato e mi sentivo sotto pressione, era pur sempre la prima volta che partecipavo ad un torneo, comunque mi sono rifatto un po durante il terzo livello, dove ho elmininato un altro ragazzotto con un possente All in.
Dopo di che un altro paio di errori mi stroncano, e rimango con solo 700$.
Finito il terzo livello 10 min di pausa, mentre mi reco alla toilette incontro lo straniero, che in quel momento stava stravincendo, probabilmente aveva piu di 9000$ di fiches, così gli parlo:
- Bella partita, vero?
- Oh si, ma anche tu stai giocando bene.
- Grazie, di dove sei?
- Vengo dai Caraibi, è la mia prima volta a Las Vegas, tu?
- Io sono italiano, è il mio primo torneo.
Finita lì, probabilmente sto tizio dev’essere un assiduo frequentatore di bische milionarie, perchè era discretamente bravo.
Inizia il quarto livello, sono messo maluccio, il blind ora è di 50 e il big blind di 100, io ho solo 700 e stanno scendendo rapidamente, così decido che alla prima mano decente faccio un All in finchè ho ancora un po’ di capitale, se no non sarei potuto mai più rientrare in gioco. J e 10, all in… non potevo fare altro.
Sono fortunato, tutti escono tranne uno, uno nuovo, un ragazzo.
Sono sfortunato, ha due 5, flop, una delle tre carte è un 5, sono fottutamente sfortunato, inizio a prepararmi per alzarmi.
Ma c’è una speranza, turn, ora ci sono 3 fiori sul tavolo, e io ho un 10 di fiori. Ultima carta, il river, fiori vinco, qualsiasi altro seme e sono a casa, il tizio inizia a dire RED RED RED RED, io sono in silenzio, ho già alzato il culo, l’atmosfera si fa pesante, una carta deciderà il mio destino, 2mila dollari il primo premio, siamo rimasti solo in 16 giocatori…

3 di quadri.
Si torna a casa.
Però 16esimo su 38 come primo torneo non è andata male, sono conscio degli errori gravissimi che ho fatto per colpa dell’emozione della prima volta, però la voglia di riprovare è tanta, magari con un torneo più economico, ce ne sono anche da 50 dollari, forse domani… chissà.
In questo paese (USA) c’è gente davvero fuori di cervello.
Oggi pomeriggio non avevo niente da fare e così ne ho approfittato per andare a vedere il film dell’estate, quel Trasformers di cui tutti, sia qui che dall’Italia, ne parlano un gran bene.
Ho scelto per l’occasione il multiplex Brenden Theatres presso il Palms (hotel/casino rinomato per l’ambiente pottinaro e paris-hiltoniano), che per lo meno è l’unico multiplex che ha (o dovrebbe) avere le sale certificate THX.
Beh non è questo il punto, il fatto è che essendoci già stato in precedenza mi ero premunito, in quanto non è permesso portare nè cibo nè bibite, come in tutte queste tipologie di cinema, perchè hanno il bar interno e vogliono assicurarsi che tu ci spenda soldi, e fin qui nulla di male, il problema è che la volta precedente volevo comprare dell’acqua e le uniche bottiglie che vendono sono quelle da 1 litro (non le classiche bottigliette da 1/2 litro) e te la fanno pagare la bellezza di 5$!
5 stramaledetti dollari per una bottiglietta d’acqua (piu grande di quanto a me possa mai servire)? Eh no! Io non ci sto, e così mi sono comprato una economica bottiglietta d’acqua al fast food di fronte all’ingresso del cinema, e mentre attendevo l’inizio del film ho iniziato a sorseggiarla facendomi un bel giretto nel casinò (dove ho allegramente sputtanato 3$, ma almeno è stata una mia decisione, e c’è anche stato un momento in cui ne stavo vincendo 6!).
Così quando era ora per il film ho preso la mia bottiglietta piena a metà, ho tolto il tappo, l’ho schiacciata rendendola sottile, ritappata ed infilata nella tasca posteriore dei pantaloni (comodo espediente insegnatomi da un caro collega RAI), quando infatti la maschera ti stacca il biglietto ti controlla e se hai qualcosa te la butta via, manco fossi in aeroporto. E così sono entrato tranquillamente indisturbato.
Una volta in sala, trovo il mio posto bello centrale (la sala era vuota a quell’ora del pomeriggio) e mi siedo aspettando l’inizio dello spettacolo. Dopo poco entra una vecchia raggrinzita, ero l’unico in sala e si va a sedere proprio nella fila dietro di me a pochi centimetri da me. La sento borbottare qualcosa di incomprensibile, così mi giro, e mi inizia a parlare:
- Ciao, mi faresti un favore?
- Si, mi dica…
- Mi potresti prestare il tuo biglietto, perchè c’è una persona che è con me che è andata a comprare il caffè e blablabla
- ??? va bene…
Mi inizio a frugare nelle tasche per cercare il biglietto e lì per lì non lo trovo. La cosa mi da il tempo di ripensare alla situazione e realizzo che la vecchia bacucca praticamente voleva inculare il cinema facendo entrare un altra persona col mio biglietto, al che le dico:
- Mi dispiace, ma mi sa che l’ho perso.
- Sicuro? guarda bene, vedi che ce l’hai da qualche parte!
- Ho detto che l’ho perso!
- Ah, va bene, allora chiedo a qualcun’altro.
Nel frattempo era entrato un ragazzone-armadio con un bambino su sedia a rotelle e lo stava aiutando a sedersi sulla poltrona del cinema. La vecchia gli si avvicina e gli chiede la solita roba, ma cambiando storia, dicendo che aveva perso il suo e doveva andare a prendere qualcosa al bar (quando in realtà al bar lì si accede dopo aver staccato il biglietto).
Il ragazzo ci casca e gli da un biglietto, la vecchia va via, ma dopo 2 minuti torna e gli dice che il biglietto che gli ha dato era del bambino e non andava bene e che la maschera se l’era tenuto.
Così il ragazzo si alza e va con lei dalla maschera. Spero l’abbiano smascherata, picchiata e gettata nel cassonetto più vicino quella vecchia pazza (vabè sto esagerando, ma è solo per il piacere della vostra lettura).
Finito il film rimango seduto a guardare i titoli di coda, perchè volevo sentire se avevano fatto una riedizione della vecchia sigla del cartone dei Transformers, ma dopo che sono usciti tutti gli altri spettatori noto che all’ingresso della sala c’è uno degli inservienti del cinema che mi guarda fisso, e continua a guardarmi.
Dopo un po’ mi si avvicina e indicando la bottiglietta d’acqua vuota che è nel portabibite del mio bracciolo mi fa:
-E’ tua quella bottiglia?
Io guardo la bottiglia, guardo lui, riguardo la bottiglia, riguardo lui:
- No, perchè?
- Ah, no niente….
E va via…. idiota!
Quello che potete dedurre da questa storia è che il mio inganno derivava dalla ribellione ad un ingiustizia, quello della vecchia bacucca era solo una truffa, quindi c’è modo e modo di trovare espedienti truffaldini: si può benissimo farlo con stile!
P.S. La foto non c’entra niente, lo so, però è troppo bella, non trovate?
Siamo a San Diego, in occasione del Comic-con, convention enorme dedicata a fumetti americani e fantascienza.
Il centro convention è enorme, mi ricorda vagamente il lingotto di Torino come estensione, ma totalmente futuristico, sembra un astronave appena atterrata.
E’ stata una bella giornata soprattutto perchè ho avuto l’opportunità di fare una foto col mitico capo Tyrell di Battlestar Galactica!!!

Questo week-end siamo stati in California, a Los Angeles, perchè invitati ad assistere ad uno strambo evento.
L’SCA (Society for Creative Anachronism) organizza infatti sin dagli anni 60 tornei tra cavalieri in puro stile medioevale. Usando armi di legno invece di armi vere questi allegri gentiluomini si randellano spensieratamente per tutto il giorno affinando le loro arti mazzulatorie.
Avevano allestito un improbabile accampamento medioevale nell’ampio cortile di una scuola media americana, con tanto di tende medioevali etc, mancavano solo i cavalli, ma a quanto pare nei raduni più grandi organizzano anche battaglie campali in cui non disdegnano l’utilizzo di enormi catapulte (???).
Ironicamente ero l’unico a presenziare proveniente dal vecchio mondo, e contemporaneamente l’unico ad indossare abiti da nuovo mondo, così mi hanno prestato degli indumenti da “random peasant” (contadino a caso) in cui ho potuto fare la mia porca figura (ma non ho resistito a lungo col caldo che faceva sotto il sole e presto me ne sono disfatto).
In ogni caso l’evento mi è parso molto più divertente per chi combatteva che per chi assistiva eccetto per i fortunati nelle cui tende avevano luogo luculliani banchetti a base di hot dog e hamburger nel più puro stile american-medioevale. Purtroppo il “signore” che ci ospitava era più concentrato nei combattimenti per difendere l’onore della pulzella invitata che nelle amenità, a lui bastava trangugiare gatorade da una brocca mediovale per riacquistare i preziosi liquidi persi in battaglia sudando nella sua pesante armatura.
Ma la legge di murphy ha voluto che, arrivato in finale dopo un intera giornata di combattimenti, perdesse con miserrima figura.

In pratica molto più interessante era stato il viaggio che ci ha portato lì, con breve visita di un quartiere di Los Angeles, Little Tokyo, dove ho potuto mangiare un prezioso Kare Pan, da me adorato alla follia.

Lungo la strada ho potuto assistere ad un autentico miraggio del deserto, inizialmente ero completamente convinto che si trattasse di un lago, ma si allontanava mano a mano che procedevamo lungo la strada, adesso capisco i poveri viandanti del deserto che si vedono nei film! La foto non rende giustizia al fenomeno, ma eccovela comunque.
Che meccanismo perverso.
Perverso, ma efficace.
Ti ritrovi lì, nel mezzo della moltitudine di persone che brulica all’interno di un grande casinò di Las Vegas, come l’MGM Grand. Una babele di lingue e di rumori, di gente che ti scansa o ti spintona per passare, ma nella tua mente c’è la più assoluta tranquillità mentre osservi attentamente un accanito giocatore fremere puntando centinaia di dollari sul prossimo giro di roulette.
Sorridi vedendo come tutti quei soldi vanno in fumo così velocemente e senza motivo e pensi di essere troppo più furbo per sprecare denaro in quella maniera.

5 minuti più tardi hai buttato via 20 dollari in un video BlackJack.
Ieri era il 4 Luglio, festa qui.
Famosa da noi per l’invasione aliena di Independence day, e a quanto pare adesso è ormai famosa solo per quello anche qui. Alla fin fine è una festa alquanto banale, si fa il barbecue per pranzo, che consiste semplicemente in hamburgers ed hot dog, spiattellati senza stile in tavola e la sera tutti sparano fuochi d’artificio stupidi come il carrarmato esplosivo o la trottola di Giove.
Cosa eclatante è che durante la giornata c’è stata l’emergenza generale perchè la temperatura ha raggiunto i 46°C e c’era gente che si sentiva male per la disidratazione.
Oggi la temperatura era di ben 48°C, mi ero sempre chiesto cosa potesse provare un essere umano a stare a quella temperatura, ora lo so. A parte il fatto che credo che se rimani fuori all’aperto per 10 minuti muori disidratato, io sono rimasto due minuti e mi si seccavano gli occhi! Probabilmente se avevo uno specchio sotto mano mi sarei potuto vedere le grinze negli occhi. Quando siamo entrati in auto, che era da ore sotto il sole, non potevi toccare niente, nemmeno il sedile, o ti ustionavi.
Quel che si dice clima estremo.
48°, sono quasi 50, non respiri, sembra di essere in un forno, ti senti avvolto dal calore, probabilmente è la stessa sensazione di quando apri il forno per vedere se il cibo è cotto e ti arriva la vampata in faccia, però immagina quella sensazione su tutto il corpo, e continua. Magari un pelo meno calda, però ci siamo come idea.
Voi non avete idea.
Quale frase migliore per iniziare, oggi a pranzo mi hanno portato nel ristorante a buffet più grande del mondo, al Rio, l’hotel a tema brasiliano/latino di Las Vegas.
E poi la gente si meraviglia che gli americani sono dei ciccioni, anche voi lo sareste in un posto dove per 25 dollari (circa 18 euro) si può mangiare fino alla morte digestiva prelevando cibo da decine di tavolate a tema etnico diverso.
C’è il buffet della carne, quello del cibo italiano (ed era anche buono) 2 o 3 asiatici, quello del pesce, delle insalate (ma ci va poca gente), quello messicano (spettacolare) e dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo, quello dei dessert, con dozzine di torte e dolci assortiti.
cazzo, finirò di digerire dopodomani!

Questa è l’america ragazzi, eccessi, macchinone, gente grezza e grassa, bibite gassate, rutti e buffet.
Inizio a capire che anni di film made in hollywood hanno un po’distorto la nostra visione di questo paese, tutto sommato è un posto come un altro, con più libertà per alcune poche cose e molta meno per tante altre.
God bless America, they have guns!

Ieri probabilmente è stata la giornata più lunga della mia vita. Nel senso strettamente letterale. Mi sono svegliato all’alba, le 5 di mattina, per andare all’aeroporto, il sole aveva da poco fatto capolino all’orizzonte e per me sarebbe tramontato solo 24 ore dopo.
Dopo le due ore di sonno della nottata prima della partenza (causa zanzare) avrò dormito altre tipo 3 ore sul volo transoceanico, e poi dopo aver cambiato aereo a New York mi sono trovato seduto su una minuscola poltroncina, un terzo della quale era occupato dal braccio immenso dell’energumeno nero seduto di fianco a me (per la cronaca la circonferenza del suo braccio equivaleva a quella delle mie gambe), e per fortuna dall’altro lato avevo il corridoio, e l’altro energumeno era seduto al finestrino, perchè se ero nel mezzo sarei morto per stritolamento.
Appena atterrato, uscendo dall’aereo la prima cosa che ho visto erano slot machines nel mezzo dello spazio di attesa dei gate, che con le loro lucine mi dicevano: benvenuto a Las Vegas!!! Mi scappava troppo da ridere.
All’aperto non si può stare, c’è un caldo incredibile, credo sui 40 gradi, ma è secco, quindi non sudi quasi per nulla, ma ti viene sempre sete e devi bere continuamente. Deserto ovunque.
All’inizio fa un po’angoscia, ma dopo poco ti ci abitui e diventa anche ganzo, perchè è comunque un panorama diverso dal solito, e poi sembra di stare sul tabellone di Hotel, il vecchio gioco da tavolo, qualcuno di voi lo ricorda?
�
La vita è proprio piena di sorprese, te ne vai tranquillo per la tua strada in motorino, e cosa ti vedi???
Lì per lì non ci credevo, poi mi sono avvicinato, l’ho sorpassata l’ho guardata meglio ed era proprio lei, la mitica macchina del tempo di Ritorno al Futuro, la DeLorean!!!
Incredibile, era lì dietro di me, poi ho ricominciato a guardare avanti per non schiantarmi da qualche parte ed ancora più incredibile ce n’era un altra!!! Ho pensato di essere finito in un raduno di DMC-12 (il modello della mitica auto di Doc), ma invece ce n’erano solo due, come se fosse poco!!!
Ho subito estratto il mio cellularone per filmarle e questo è il video!
Ringrazio questi mitici ragazzi per l’emozione che mi hanno regalato e vi rimando tutti ai siti www.outatime.it e www.delorean.it